Il FIR chiude il cerchio della responsabilità: il produttore compila e firma, il trasportatore firma, il destinatario firma all’arrivo e la copia controfirmata torna al produttore. È quel ritorno a provare che il rifiuto è arrivato dove doveva.
Che cosa comporta in pratica
- La quarta copia si aspetta. Se non rientra entro il termine previsto, il produttore deve attivarsi e, nei casi previsti, darne comunicazione. È l’obbligo che si dimentica più spesso, perché richiede di accorgersi di un’assenza.
- Il codice EER va scelto, non copiato. La classificazione del rifiuto è del produttore e determina la filiera; un codice sbagliato all’origine viaggia intatto fino alla destinazione.
- Il registro di carico e scarico resta. FIR e registro sono due obblighi distinti: uno accompagna il trasporto, l’altro è la cronologia che rimane in azienda.
Che cosa non è
Non è il registro. Vale la pena ripeterlo: chi tiene i formulari in raccoglitore e non aggiorna il registro non ha adempiuto a metà dell’obbligo.
Non è ancora un unico sistema per tutti. ⚠️ Il calendario di ingresso nel RENTRI è scaglionato per categoria di soggetto ed è già stato prorogato più volte. Verifichi la scadenza applicabile alla sua azienda sul portale prima di pianificare: è il contenuto più deperibile di questa pagina.
E non è il BSDD francese né l’Entsorgungsnachweis tedesco. La Francia ha dematerializzato il documento di accompagnamento in un’unica piattaforma; la Germania separa l’autorizzazione preventiva della filiera dal documento di trasporto, distinzione che l’ordinamento italiano non fa. Un modello importato salta proprio la parte che verrà controllata.