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Guidare la sicurezza

Costo di un infortunio sul lavoro e ritorno della prevenzione

L'Italia ha uno strumento che gli altri quattro paesi di questo sito non hanno: un meccanismo che riduce il premio INAIL a fronte di prevenzione documentata, prima e non dopo gli infortuni. Per una presentazione alla direzione è l'argomento più forte disponibile.

Giurisdizione
Italia
Ultima revisione

Il costo di un infortunio si divide fra ciò che compare su una fattura e ciò che in contabilità non viene mai imputato all'infortunio. La seconda parte è quasi sempre la maggiore, e questo calcolatore le chiede di quantificarla riga per riga invece di moltiplicare la prima per un numero inventato.

Ciò che comparirà su una fattura

La quota a suo carico oltre l'indennità INAIL, più contributi. Il giorno dell'evento e i tre successivi hanno un trattamento a parte: controlli il suo contratto collettivo.

Somministrazione, contratto a termine, straordinari del team, o il valore della produzione semplicemente non fatta.

Macchina, materiale, pulizia, riparazione, smaltimento. Sfugge spesso perché finisce su un altro centro di costo.

Ciò che non viene mai imputato all'infortunio

Quasi sempre la metà maggiore, ed è il motivo per cui questa pagina non offre nessuna scorciatoia del tipo «moltiplichi i costi diretti per quattro»: un totale costruito riga per riga regge alla domanda «da dove esce?», uno ottenuto con un coefficiente no.

Ore di preposti, RSPP, RLS, direzione. Le valuti a costo orario pieno: è tempo sottratto ad altro.

Denuncia e comunicazione, rapporti con INAIL, eventuale contenzioso, gestione della pratica per mesi.

Tempo di formazione sul campo, minore resa durante l'apprendimento, scarti e rilavorazioni.

Fermo linea, ritardo di consegna, penali, riprogrammazione. La voce più grossa in produzione e quella quasi mai calcolata.

Calo di resa, assenze nelle settimane successive, turnover. Difficile da quantificare, il che non giustifica uno zero: metta una stima bassa e dica che lo è.

  • Costi diretti

    —
  • Costi indiretti

    —
  • Costo di un infortunio

    —
  • Costo annuo

    —

Trasformare un infortunio in una proposta di decisione

Quanti eventi di questo tipo registra davvero in un anno. Stia basso: una cifra gonfiata è la prima cosa che la direzione finanziaria contesterà.

Il numero più fragile della pagina, ed è suo, non nostro. Quando lo presenta dica da dove viene: una promessa del fornitore e un risultato misurato non sono la stessa prova.

Attrezzatura, installazione, progettazione, formazione connessa.

Manutenzione, materiali di consumo, verifiche, tempo che la misura aggiunge all'attività.

  • Risparmio annuo

    —
  • Beneficio netto annuo

    —
  • Ritorno dell'investimento

    — anni

Come viene calcolato

Probabilmente sta cercando una cifra: «un infortunio costa in media X euro». Questa pagina non gliela darà, ed è voluto.

Non perché non ne circolino — ne circolano molte — ma perché una media non sopravvive alla prima domanda seria del controllo di gestione, che sarà: «da dove esce?». Una media nazionale, su tutti i settori, tutte le gravità e tutte le dimensioni aziendali, non dice nulla dell’infortunio di cui lei sta parlando.

Ciò che sopravvive a quella domanda è un elenco di righe che l’interlocutore può discutere una per una. Costruirlo è più lento. È l’unica versione che ottiene un budget.

OT23: l’unico meccanismo che paga in anticipo

Vale la pena metterlo davanti a tutto, perché cambia il tipo di conversazione.

Negli altri quattro paesi coperti da questo sito il meccanismo finanziario punisce a posteriori: il premio sale dopo gli infortuni, con un ritardo di due o tre anni. In Italia esiste in più uno strumento che riduce il tasso medio di tariffa a fronte di interventi di prevenzione documentati, chiesto con il modello OT23.

Come funziona, nei termini che servono a una riunione:

  • La domanda si presenta entro il 28 febbraio dell’anno per cui si chiede la riduzione, con la documentazione degli interventi realizzati nell’anno precedente.
  • Gli interventi sono classificati in categoria A (più incisivi) e categoria B. Per l’ammissibilità è sufficiente un intervento di tipo A oppure almeno due di tipo B.
  • La riduzione si cumula con l’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico favorevole, prevista dalle Modalità di applicazione delle Tariffe per le aziende che, dopo il primo biennio, presentano un basso indice infortunistico.
  • La percentuale di riduzione varia con la dimensione aziendale, e gli interventi ammessi cambiano ogni anno.

Quest’ultimo punto è il motivo per cui questa pagina non riporta percentuali: verifichi la guida INAIL dell’anno in corso, non un articolo trovato in rete. Ed è anche il motivo per cui la scadenza di febbraio va messa in calendario a settembre: gli interventi vanno realizzati e documentati prima, e chi se ne accorge a gennaio ha già perso l’anno.

Per la presentazione: è la differenza fra dire «se non facciamo nulla pagheremo di più fra tre anni» e dire «se facciamo questo, chiediamo lo sconto a febbraio». La seconda frase ottiene decisioni.

Il moltiplicatore, e perché qui non c’è

Avrà incontrato la regola: «i costi indiretti sono tre-cinque volte quelli diretti». È ovunque: nella formazione, nelle brochure, nelle presentazioni dei fornitori.

Ha due problemi.

È mal documentata. Deriva da lavori antichi, in contesti industriali e sistemi assicurativi che non sono quelli attuali. Ciò che è stato misurato una volta, da qualche parte, è diventato una costante universale per ripetizione.

E la lascia senza difesa. Un totale ottenuto moltiplicando per quattro cade con una frase: basta contestare il coefficiente. Un totale costruito con dodici righe si discute riga per riga, e se gliene tolgono tre, ne restano nove.

Per questo il calcolatore le chiede di quantificare ogni voce.

Ciò che comparirà su una fattura

L’integrazione retributiva durante l’assenza. La quota a suo carico oltre l’indennità INAIL, più contributi. Il giorno dell’evento e i giorni immediatamente successivi hanno un trattamento a parte: controlli il contratto collettivo applicato prima di stimare.

La sostituzione. Somministrazione, contratto a termine, straordinari della squadra. E se nessuno ha sostituito non è zero: è il valore di ciò che non è stato prodotto.

I danni materiali. Macchina, materiale, pulizia, riparazione, smaltimento. Sfugge sistematicamente perché finisce su un centro di costo diverso da quello della sicurezza.

Ciò che non viene mai imputato all’infortunio

Il tempo di indagine. Preposti, RSPP, RLS, direzione, medico competente. Un’indagine seria su un infortunio con assenza sono facilmente decine di ore cumulate. Le valuti a costo orario pieno: sono ore sottratte ad altro.

Gli adempimenti. Certificato, denuncia entro due giorni, comunicazione entro quarantotto ore, rapporti con INAIL, eventuale contenzioso, gestione della pratica per mesi. L’adempimento in sé è veloce; ciò che segue no.

L’affiancamento del sostituto. Formazione sul campo, minore resa durante l’apprendimento, scarti e rilavorazioni. Su una postazione tecnica si contano settimane.

La disorganizzazione. Fermo linea, ritardo di consegna, penali, riprogrammazione. In produzione è quasi sempre la voce maggiore, e quasi mai calcolata perché si diluisce negli indicatori di produzione.

L’effetto sulla squadra. Calo di resa, assenze nelle settimane successive, turnover. Difficile da quantificare, il che non giustifica uno zero: metta una stima bassa e dica che lo è. Una stima dichiarata come tale è credibile; presentata come un fatto, no.

Costruire la proposta

Il calcolatore incatena quattro domande, e la terza regge tutto.

  1. Quanti infortuni comparabili all’anno? Stia basso.
  2. Quanto costa la misura, una tantum? Attrezzatura, installazione, progettazione, formazione connessa.
  3. Quale riduzione si attende? È il numero più fragile della pagina, ed è suo. Dica da dove viene: una promessa del fornitore e un risultato misurato su una linea pilota non sono la stessa prova. Se non lo sa, prenda un valore deliberatamente pessimistico e mostri che i conti tornano lo stesso: convince molto più di uno scenario ottimistico.
  4. Quanto costa ogni anno? Manutenzione, materiali di consumo, verifiche, e il tempo che la misura aggiunge all’attività. Quest’ultima parte si dimentica sempre, ed è quella che decide se fra sei mesi la misura verrà aggirata.

Il ritorno che ne esce non è una previsione: è un modo di rendere esplicite ipotesi che altrimenti resterebbero implicite, e di lasciarle discutere. Che è esattamente ciò che si chiede a una proposta.

Tre argomenti che pesano più della cifra

Ciò che non si recupera. Un infortunio grave non è una spesa, è una rottura: una persona che non torna alla stessa mansione, una squadra che ha visto, una visita ispettiva, talvolta un procedimento penale. Nessuna tabella lo esprime, e va detto a parte.

Il confronto di settore. Si collochi rispetto al suo comparto nella banca dati INAIL. Collocarsi parla più di un importo assoluto.

Il costo del non fare, con una data. Una proposta che dice «questo rischio ci è costato X l’anno scorso e ci costerà di nuovo X quest’anno se nulla cambia» ha una scadenza. Una proposta senza scadenza viene rinviata. E qui la scadenza esiste davvero: il 28 febbraio.

Che cosa lo strumento non fa

Non è un preventivo. Somma ciò che inserisce e non conosce il suo contratto collettivo, il suo tasso di tariffa, né come il controllo di gestione imputa le ore.

Non conserva nulla e non invia nulla: gli importi non lasciano il suo browser. Qui conta più che altrove, perché sono cifre che è meglio non far circolare prima della decisione.

E non sostituisce il controllo di gestione. L’uso migliore di questa pagina è ricavarne un elenco di voci e andare a chiedere gli importi veri a chi li ha — con un effetto collaterale utile: diventano parte della proposta.

Se il suo metodo è migliore

Questa pagina descrive un modo di calcolare, non l’unico. Il costo di un infortunio è proprio il terreno su cui chi ottiene budget ha inventato metodi propri: un modello concordato con l’amministrazione, un costo orario pieno negoziato una volta per tutte, un cruscotto che segue il costo cumulato invece del numero di eventi.

Se ne ha uno che porta a una firma, è esattamente ciò che questo sito esiste per raccogliere e restituire al mestiere.

Da portare con sé

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Fonti

Testi di riferimento, verificati alla data di revisione indicata sopra. Se uno di questi link si è spostato, ce lo segnali.

La guida dietro questo strumento

Giustificare l'investimento in prevenzione alla direzione

L'argomento economico della prevenzione in Italia: tasso INAIL e oscillazione, modello OT, bando ISI, esimente 231 — con il modello di nota da una pagina.

Probabilmente lei calcola questo meglio di noi

Se il suo metodo è più preciso, o se qui un campo pone la domanda sbagliata, è esattamente ciò che vogliamo leggere. Niente da compilare: ci scriva.