Vai al contenuto

Valutare i rischi

Matrice di valutazione dei rischi R = P × D

L'Italia non prescrive un metodo di valutazione. Prescrive però qualcosa che gli altri quattro paesi non dicono con altrettanta chiarezza: l'art. 28 chiede che nel DVR siano specificati i criteri adottati. Il metodo va quindi scritto, non solo applicato — ed è per questo che l'esportazione di questa pagina riporta le scale accanto al punteggio.

Giurisdizione
Italia
Ultima revisione

Facoltativo, e non lascia mai il suo browser. Serve solo a dare un nome all'esportazione.

Tenuto conto delle misure già in atto: si valuta il rischio residuo, non quello iniziale.

L'esito più probabile, non il peggiore immaginabile: altrimenti tutto finisce a 4 e la matrice non ordina più nulla.

Risultato

  • Livello di rischio (R)

    P × D

    —

La matrice

La sua casella è evidenziata. È l'immagine che finisce nel DVR — e il motivo per tenere le scale accanto.

Probabilità (P) × Danno (D) — P × D
Probabilità (P) ↓ / Danno (D) → Lieve Medio Grave Gravissimo
Improbabile 1 Basso 2 Basso 3 Moderato 4 Moderato
Poco probabile 2 Basso 4 Moderato 6 Rilevante 8 Rilevante
Probabile 3 Moderato 6 Rilevante 9 Rilevante 12 Alto
Molto probabile 4 Moderato 8 Rilevante 12 Alto 16 Alto

Le scale, per intero

Riportate perché una valutazione possa essere verificata da chi non era presente. Una valutazione le cui scale non sono scritte non è documentabile — ed è esattamente ciò che chiede l'art. 28.

Probabilità (P)

Livello Valore Significato
Improbabile 1 Non si sono mai verificati episodi; il danno richiederebbe più eventi indipendenti e poco probabili.
Poco probabile 2 Sono noti rari episodi; il danno richiederebbe circostanze sfortunate.
Probabile 3 Sono noti episodi in cui il danno si è verificato; la mancanza rilevata rende il danno prevedibile.
Molto probabile 4 Si sono già verificati danni per la stessa mancanza; il nesso è diretto.

Danno (D)

Livello Valore Significato
Lieve 1 Infortunio o episodio rapidamente reversibile, senza assenza.
Medio 2 Infortunio con inabilità temporanea, reversibile.
Grave 3 Infortunio con invalidità parziale, effetti irreversibili.
Gravissimo 4 Infortunio con effetti letali o invalidità totale.

Livello di rischio (R)

Livello Valore Che cosa comporta
Basso 1 – 2 Sorvegliare. Riportare nel DVR e riesaminare all'aggiornamento.
Moderato 3 – 4 Pianificare l'intervento nel programma di miglioramento, con responsabile e data.
Rilevante 6 – 9 Intervenire a breve. Misure provvisorie subito se la soluzione definitiva richiede tempo.
Alto 12 – 16 Sospendere l'attività fino alla messa in sicurezza.

Come viene calcolato

Il D.Lgs. 81/2008 non dice come si valuta un rischio.

Dice che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi e redigere il documento di valutazione. Non fissa scale, non impone matrici, non nomina metodi. La matrice R = P × D che quasi tutti usano è prassi consolidata, non norma.

Ma dice una cosa che gli altri paesi coperti da questo sito non affermano con la stessa nettezza. L’art. 28, comma 2, lettera a) richiede che il DVR contenga una relazione sulla valutazione di tutti i rischi «nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa».

Tradotto in pratica: lei è libero di scegliere il metodo, e obbligato a dichiararlo. Un DVR con una colonna «R» piena di numeri e nessuna spiegazione di che cosa significhino non soddisfa quella lettera — ed è, per esperienza, uno dei rilievi più facili da muovere in una verifica.

Per questo motivo l’esportazione di questa pagina non contiene solo il punteggio: contiene anche le scale che lo hanno prodotto.

La matrice

Due assi, quattro livelli ciascuno, un prodotto da 1 a 16.

Probabilità (P) — tenuto conto delle misure già in atto:

Livello Valore Significato
Improbabile 1 Non si sono mai verificati episodi; servirebbero più eventi indipendenti e poco probabili
Poco probabile 2 Sono noti rari episodi; servirebbero circostanze sfortunate
Probabile 3 Sono noti episodi in cui il danno si è verificato; la mancanza rilevata rende il danno prevedibile
Molto probabile 4 Si sono già verificati danni per la stessa mancanza; il nesso è diretto

Danno (D) — l’esito più probabile:

Livello Valore Significato
Lieve 1 Episodio rapidamente reversibile, senza assenza
Medio 2 Inabilità temporanea, reversibile
Grave 3 Invalidità parziale, effetti irreversibili
Gravissimo 4 Effetti letali o invalidità totale

E la lettura del prodotto:

Livello Valore Che cosa comporta
Basso 1 – 2 Sorvegliare, riesaminare all’aggiornamento
Moderato 3 – 4 Pianificare nel programma di miglioramento, con responsabile e data
Rilevante 6 – 9 Intervenire a breve, misure provvisorie subito
Alto 12 – 16 Sospendere l’attività fino alla messa in sicurezza

I criteri adottati: che cosa scrivere davvero nel DVR

È la parte specificamente italiana, e vale la pena essere concreti. Perché la relazione soddisfi l’art. 28, i criteri devono permettere a un terzo di rifare il percorso. In pratica servono:

  • Le scale, per esteso, con il significato di ogni livello. Non «P da 1 a 4», ma che cosa distingue un 2 da un 3.
  • La regola di combinazione — qui R = P × D — e le soglie che fanno passare da un livello di azione all’altro.
  • Il perimetro: quali mansioni, quali aree, quali lavorazioni, e come sono state individuate.
  • Chi ha valutato, con il coinvolgimento di RSPP, medico competente dove previsto, e la consultazione del RLS.
  • La data, e la regola di aggiornamento.

La giurisprudenza e la prassi riconoscono al datore di lavoro discrezionalità nella scelta dei criteri, purché il documento risponda a semplicità, brevità e comprensibilità e sia realmente utilizzabile come strumento di pianificazione. Il metro non è la raffinatezza del metodo: è se qualcuno che apre il DVR capisce che cosa è stato deciso e perché.

La gerarchia dell’art. 15 conta più del numero

È il punto in cui una matrice si ritorce più spesso contro chi la usa.

L’art. 15 elenca le misure generali di tutela in ordine: eliminazione dei rischi e, ove non possibile, loro riduzione al minimo; sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; limitazione al minimo del numero di esposti; priorità delle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali; e solo in coda l’uso limitato degli agenti pericolosi e dei DPI.

Un rischio valutato 12 e affrontato con un cartello e una riunione è una non conformità, qualunque sia il conto. Un rischio valutato 4 risolto modificando la postazione è buona prevenzione.

Conseguenza operativa: valuti il rischio, e scriva accanto a quale livello della gerarchia si colloca la misura scelta e perché non si è saliti più in alto. Quella riga vale più del numero che la precede.

Due errori che svuotano una valutazione

Valutare il danno peggiore immaginabile

Quasi ogni rischio può uccidere concatenando abbastanza sfortuna. Se si valuta sempre il peggio, tutto finisce a D = 4, la matrice smette di ordinare e il programma di miglioramento diventa un elenco senza priorità — cioè un elenco che nessuno percorre.

Si valuta l’esito normalmente atteso. Gli scenari catastrofici ma remoti non spariscono: appartengono a un’analisi dedicata, non a una casella.

Valutare il rischio iniziale invece di quello residuo

L’errore speculare. Valutare come se le misure esistenti non ci fossero produce una mappa delle paure, non un piano: tutto è rosso, compreso ciò che è sotto controllo da dieci anni.

Si valuta il rischio residuo. È anche ciò che rende la valutazione utile nel tempo: installare un riparo la fa scendere, e un indicatore che si muove quando si agisce è l’unico che serva a qualcosa. Annotare in una seconda colonna anche il rischio iniziale è legittimo e utile — mostra che cosa porta la misura, e che cosa accade se viene meno — ma resta la seconda colonna.

Dove la matrice non arriva

Agenti chimici, rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, movimentazione manuale dei carichi: i titoli specifici del D.Lgs. 81/2008 impongono metodi propri, con misurazioni e valori limite di esposizione. Forzarli dentro una matrice P × D produce un numero privo di significato che, per giunta, sembra confrontabile con gli altri.

Vale anche per lo stress lavoro-correlato, che è espressamente compreso nella valutazione di tutti i rischi e ha percorsi metodologici dedicati. Una matrice 4 × 4 non è uno di quelli.

Che cosa fa lo strumento e che cosa no

Applica la matrice, colora la casella ed esporta il risultato insieme alle scale. Come detto, non è una raffinatezza: senza le scale il punteggio non è documentabile, ed è precisamente la documentabilità che l’art. 28 chiede.

Non conserva nulla, non invia nulla, e valuta un rischio alla volta. Il DVR completo è un altro esercizio e richiede un supporto che regga centinaia di righe.

Che cosa conservare

  • Il DVR con i criteri adottati e le scale.
  • La misura scelta per ciascun rischio, con il livello della gerarchia dell’art. 15 e la motivazione.
  • Il programma di miglioramento: chi, che cosa, entro quando. Una valutazione senza programma è metà obbligo — ed è la metà che non serve.
  • La data certa del documento e le revisioni successive, con il motivo: nuova lavorazione, nuovo macchinario, infortunio significativo, esiti della sorveglianza sanitaria.
  • La consultazione del RLS, che non è una formalità: chi fa il lavoro sa dove la protezione cede.

Se il suo metodo è migliore

Questa matrice è prassi, non norma, e molti hanno costruito di meglio: un terzo asse per l’efficacia delle misure in atto, una scala del danno tarata sulle categorie infortunistiche del proprio settore, una regola che obbliga a percorrere l’art. 15 prima di validare qualunque misura.

Se ne ha una che regge, è esattamente ciò che questo sito esiste per raccogliere e restituire al mestiere.

Da portare con sé

Gratuito, senza account. Ogni file riporta la data dell'ultima revisione del contenuto.

Fonti

Testi di riferimento, verificati alla data di revisione indicata sopra. Se uno di questi link si è spostato, ce lo segnali.

La guida dietro questo strumento

Il documento di valutazione dei rischi (DVR)

Cosa impone il D.Lgs. 81/2008 al DVR: obbligo non delegabile, contenuto dell'art. 28, stress lavoro-correlato, data certa, rielaborazione in 30 giorni.

Probabilmente lei calcola questo meglio di noi

Se il suo metodo è più preciso, o se qui un campo pone la domanda sbagliata, è esattamente ciò che vogliamo leggere. Niente da compilare: ci scriva.