Il DUVRI riguarda soltanto le interferenze: ciò che accade perché due lavorazioni convivono nello stesso luogo e nello stesso momento. Non riguarda i rischi propri dell’attività dell’appaltatore, che restano nel suo DVR, né i rischi propri del committente, che restano nel suo. È il documento della zona di contatto — ed è anche il motivo per cui i costi della sicurezza da interferenze non sono soggetti a ribasso d’asta.
Che cosa comporta in pratica
- Prima viene la verifica dell’idoneità tecnico professionale dell’appaltatore e la trasmissione delle informazioni sui rischi specifici dell’ambiente di lavoro. Il DUVRI arriva dopo, non al posto di.
- È dinamico. Va aggiornato in caso di nuovi rischi da interferenza, e i soggetti coinvolti possono chiederne l’aggiornamento in qualsiasi momento.
- Il tesserino di riconoscimento con fotografia e dati del datore di lavoro è obbligatorio per il personale delle imprese appaltatrici e per i lavoratori autonomi presenti.
- La cooperazione e il coordinamento si documentano, e in pratica sono il verbale della riunione iniziale più le regole d’accesso, di sospensione e di emergenza.
Che cosa non è
Non serve sempre. L’articolo 26 esclude espressamente i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature e i lavori o servizi di durata non superiore ai limiti indicati, salvo che comportino rischi da incendio di livello elevato, ambienti confinati o rischi particolari.
Non è il PSC. Nei cantieri edili si applica il Titolo IV, con piano di sicurezza e coordinamento, POS e coordinatori: lì il DUVRI non si redige.
E non è il plan de prévention francese né la CAE spagnola. La Francia impone un’ispezione preliminare congiunta e un piano scritto oltre soglie di ore o per lavori pericolosi; la Spagna distribuisce doveri fra impresa titolare e impresa principale senza un documento unico. Stesso problema, tre soluzioni giuridiche: un modulo di gruppo tradotto non assolve nessuna delle tre.