Vai al contenuto

Controllare e dimostrare

Check-list di sopralluogo: le due cadenze annuali che il decreto fissa davvero

Il D.Lgs. 81/2008 non impone un sopralluogo periodico generale. Fissa però due cadenze annuali che riguardano i luoghi di lavoro — la visita del medico competente e la riunione periodica — e attribuisce al RLS un accesso senza cadenza. Sapere quale delle tre si sta facendo cambia chi deve esserci. Ecco una check-list componibile per area, con la base di ogni riga.

Giurisdizione
Italia
Contenuto rivisto il

Il documento

Gratuito, senza account, senza e-mail. Si apre in Word, LibreOffice, Google Docs o Pages e porta la data dell'ultima revisione del contenuto.

  • Check-list di sopralluogo .docx

    Documento modificabile, sei sezioni: ambito del sopralluogo, cosa impone davvero la norma, la check-list per rubriche, la tabella delle constatazioni con responsabile e termine, il seguito e le firme.

Cosa contiene il documento

Generato dalla stessa specifica del file: questo elenco e il documento non possono divergere. 51 campi e righe da compilare

  1. 1. Ambito del sopralluogo Prassi di settore — nulla lo impone
  2. 2. Cosa impone davvero la norma Imposto dalla normativa
  3. 3. Check-list di campo Prassi di settore — nulla lo impone
  4. 4. Constatazioni e azioni Prassi di settore — nulla lo impone
  5. 5. Seguito Imposto dalla normativa
  6. 6. Firme Prassi di settore — nulla lo impone

Componga la sua scheda

Spunti le rubriche che riguardano l'area del sopralluogo. La scheda stampata o esportata porterà solo quelle — una check-list di quaranta righe con quindici non pertinenti si compila male.

Rubriche

26 righe su 26 selezionate

Vie di circolazione, pavimenti, accessi

  • Vie di circolazione libere e riconoscibili. Prassi di settore — nulla lo impone
  • Pavimenti senza buche, pozze o cavi di traverso. Prassi di settore — nulla lo impone
  • Separazione effettiva fra percorsi pedonali e mezzi. Prassi di settore — nulla lo impone
  • Illuminazione adeguata anche nei passaggi poco usati. Prassi di settore — nulla lo impone

Uscite, primo soccorso, antincendio

  • Vie e uscite di emergenza libere e apribili nel senso dell'esodo senza chiave. La constatazione più frequente in assoluto, e quella che un pomeriggio di scarico merci è in grado di produrre. Imposto dalla normativa
  • Piano di emergenza e planimetrie esposti e aggiornati. Imposto dalla normativa
  • Estintori al loro posto, accessibili, verifica in corso di validità. Raccomandato da una norma o da una guida ufficiale
  • Presidi di primo soccorso completi e addetti presenti nel turno. Imposto dalla normativa

Attrezzature di lavoro

  • Ripari e dispositivi di sicurezza presenti e non manomessi. Un riparo escluso si tratta nella giornata, non al prossimo sopralluogo. Imposto dalla normativa
  • Arresti di emergenza raggiungibili e identificati. Imposto dalla normativa
  • Verifiche periodiche delle attrezzature in corso di validità e documentate. Imposto dalla normativa
  • Libretto d'uso disponibile in postazione. Prassi di settore — nulla lo impone

Agenti chimici

  • Contenitori etichettati, compresi quelli di travaso. Imposto dalla normativa
  • Schede dati di sicurezza accessibili e aggiornate. Imposto dalla normativa
  • Stoccaggio compatibile, bacino di contenimento, aspirazione efficace. Prassi di settore — nulla lo impone
  • Nessun prodotto non identificato nell'area. Prassi di settore — nulla lo impone

Lavori in quota e movimentazione

  • Parapetti, aperture nel piano e coperture protetti. Imposto dalla normativa
  • Scale usate come accesso, non come postazione di lavoro. Prassi di settore — nulla lo impone
  • Punti di ancoraggio individuati e verificati dove si usa l'imbracatura. Raccomandato da una norma o da una guida ufficiale
  • Ausili alla movimentazione disponibili e realmente usati. Prassi di settore — nulla lo impone

DPI

  • DPI indossati, adeguati al rischio e in stato efficiente. Imposto dalla normativa
  • DPI disponibili nella taglia giusta nel punto d'uso. Imposto dalla normativa
  • Nessun DPI in uso oltre la scadenza. Prassi di settore — nulla lo impone

Documenti ed esposizioni

  • DVR custodito presso l'unità produttiva. Art. 29 comma 4: presso l'unità produttiva alla quale la valutazione si riferisce, non in sede. Imposto dalla normativa
  • Attestati di formazione e addestramento reperibili per le mansioni presenti. Imposto dalla normativa
  • Segnaletica di sicurezza presente, leggibile e coerente con il rischio. Imposto dalla normativa

Cosa chiede davvero la norma

Il D.Lgs. 81/2008 non impone un sopralluogo periodico generale. Nessuna frequenza, nessun modulo, nessun formato.

Fissa però tre cose diverse che vengono regolarmente confuse fra loro, e sapere quale si sta facendo cambia chi deve essere presente.

Uno — la visita del medico competente. Art. 25 comma 1 lettera l): il medico competente

visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi

Almeno una volta all’anno, o con una cadenza diversa che il medico stabilisce in base alla valutazione dei rischi. Non è il datore di lavoro a decidere quella frequenza, e non è un sopralluogo di sicurezza: è la visita agli ambienti da parte di chi fa la sorveglianza sanitaria.

Due — la riunione periodica. Art. 35: nelle aziende e unità produttive con più di 15 lavoratori, almeno una volta all’anno, con il datore di lavoro o un suo rappresentante, il RSPP, il medico competente ove nominato e il RLS. È una riunione, non un giro. L’ordine del giorno è però quello che interessa a chi torna da un sopralluogo, perché il datore di lavoro vi sottopone il DVR, l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali, gli esiti della sorveglianza sanitaria, i criteri di scelta e l’efficacia dei DPI, e i programmi di formazione. Della riunione si redige un verbale, a disposizione dei partecipanti per la consultazione.

Tre — l’accesso del RLS. Art. 50 comma 1 lettera a): il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza «accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni». Senza cadenza, senza autorizzazione preventiva, e non come ospite.

Da qui la conseguenza pratica: il sopralluogo di sicurezza «aziendale», quello che quasi tutti fanno, non è nessuno dei tre. È prassi, e va organizzato come tale — con una frequenza decisa e scritta, non con una frequenza citata dal decreto.

La maggior parte delle righe è prassi, e la scheda lo dichiara

Qui un documento del genere sbanda con la massima facilità. Una riga stampata si legge come un obbligo. Chi riceve una scheda con quaranta punti presume che tutti e quaranta glieli chieda la legge.

In questa check-list buona parte non lo è, quindi ogni riga porta la sua base: imposto dalla normativa, raccomandato da una norma o da una guida ufficiale, oppure prassi di settore, nulla lo impone.

La distinzione separa due cose diverse:

  • La verifica non è imposta. Nessuno è obbligato a fare un giro per guardare le uscite di emergenza.
  • Ciò che si verifica lo è. Le vie di esodo devono restare libere, che qualcuno sia passato a controllare o no.

Per questo la scheda non va firmata come un certificato di conformità. La firma della sezione 6 attesta che il sopralluogo è avvenuto, con queste persone, e che queste sono le constatazioni. Nulla di più.

Qualche esempio dall’elenco:

Imposto. Vie e uscite di emergenza libere e apribili nel senso dell’esodo senza chiave. Contenitori etichettati, compresi quelli di travaso. Schede dati di sicurezza accessibili e aggiornate. Ripari e dispositivi di sicurezza presenti e non manomessi. Verifiche periodiche delle attrezzature in corso di validità. DVR custodito presso l’unità produttiva — art. 29 comma 4, e non in sede, che è la constatazione più facile da fare entrando e la più frequentemente negativa nei gruppi con più stabilimenti.

Raccomandato. La verifica degli estintori, la cui periodicità viene da norme tecniche e da contratti di manutenzione.

Prassi. Ordine e pulizia, illuminazione nei passaggi poco usati, se gli ausili alla movimentazione vengono davvero usati. Nulla obbliga a controllarlo. Sono in elenco perché trovano qualcosa.

Comporre la scheda prima di partire

L’assemblatore in alto in questa pagina esiste per un motivo molto concreto: una check-list di quaranta righe con quindici non pertinenti all’area si compila male. Le righe fuori tema vengono spuntate per abitudine, e l’abitudine si estende alle altre.

Spunti quindi le rubriche che riguardano davvero l’area — un’officina meccanica non ha le stesse di un ufficio o di un cantiere — e stampi ciò che resta. L’esportazione CSV dà lo stesso elenco con due colonne vuote, «Conforme» e «Constatazione», per chi preferisce un foglio di calcolo su un tablet. Il documento modificabile porta l’insieme completo e lì si cancella ciò che non serve. Le due strade arrivano allo stesso punto, e la seconda sopravvive a una zona senza rete.

Il seguito, e i trenta giorni che possono scattare

Il sopralluogo non è imposto; il suo seguito sì, e in Italia con una scadenza in giorni.

L’art. 29 comma 3 impone la rielaborazione della valutazione dei rischi — e del documento, entro trenta giorni dalla causale — in quattro casi. Due di essi possono emergere proprio da un sopralluogo: una modifica del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significativa ai fini della salute e sicurezza, e un infortunio significativo. Un terzo, gli esiti della sorveglianza sanitaria, arriva dal medico competente che ha fatto la visita annuale agli ambienti.

Quindi la domanda da porsi alla fine di ogni sopralluogo è precisa: qualcuna di queste constatazioni fa scattare i trenta giorni? La sezione 5 del documento la mette come voce di controllo, perché è più facile scoprirlo il giorno del giro che il giorno dell’ispezione.

Il resto della sezione chiude il cerchio:

  1. Constatazioni documentate e consegnate al preposto dell’area.
  2. Azioni riportate nel programma di miglioramento del DVR — la lettera c) dell’art. 28 comma 2.
  3. Verificato se una constatazione fa scattare la rielaborazione entro trenta giorni.
  4. RLS informato, e temi annotati per la riunione periodica.
  5. Constatazioni da risolvere subito chiuse prima della fine del sopralluogo.
  6. Data del prossimo sopralluogo fissata.

Il punto 5 merita la riga a sé perché distingue un sopralluogo da un audit. Un riparo escluso, un’uscita bloccata, un prodotto non identificato: nessuno dei tre entra in un piano a novanta giorni.

Che cosa non è questa check-list

  • Non è il DVR. Un sopralluogo registra uno stato in un momento; la valutazione analizza esposizioni nel tempo. Le constatazioni lo alimentano — e possono obbligare a rielaborarlo — ma non lo sostituiscono.
  • Non è la visita del medico competente dell’art. 25, né la riunione periodica dell’art. 35. Sono tre attività distinte con partecipanti distinti.
  • Non è una verifica di conformità. Verifiche periodiche di attrezzature da parte di soggetti abilitati, impianti sottoposti a regimi specifici, conformità delle macchine: regimi propri, soggetti propri.
  • Non copre i titoli specifici. Agenti chimici, amianto, spazi confinati, lavori in quota, atmosfere esplosive, cantieri: ognuno ha i suoi punti.
  • Non è un certificato. Vedi la firma sopra.
  • Non è trasferibile. L’Ontario scrive un mese nella legge; la British Columbia scrive uno standard — «a intervalli che impediscano lo sviluppo di condizioni di lavoro non sicure» — più un sopralluogo speciale dopo un guasto o un infortunio; la Germania mette il suo trimestre sulla riunione del comitato, non sul giro. Importare una frequenza straniera significa importare un obbligo che qui non esiste, o perderne uno che là esiste.

Come usarla

  1. Componga la scheda con l’assemblatore qui sopra, tenendo solo le rubriche dell’area.
  2. Dichiari quale attività sta facendo (sezione 1): sopralluogo aziendale, visita del medico competente, accesso del RLS. Cambia chi deve esserci.
  3. Annoti i partecipanti prima di partire, non dopo.
  4. Spunti ciò che è conforme, lasci vuoto ciò che non lo è, e riporti ogni casella vuota nella tabella delle constatazioni. Una spunta incerta è una constatazione.
  5. Metta responsabile e termine su ogni constatazione. Senza entrambi non è mai stata risolta.
  6. Risolva prima di uscire ciò che espone qualcuno adesso.
  7. Chiuda il cerchio, e in particolare verifichi i trenta giorni dell’art. 29 comma 3.

E conservi le schede. Dodici sopralluoghi datati valgono, davanti a un organo di vigilanza e dopo un infortunio, infinitamente più di una relazione annuale ben scritta.

Fonti

Testi primari, verificati alla data di revisione indicata sopra. Se uno di questi link si è spostato, ce lo dica.

La guida dietro questo documento

Indici di frequenza e gravità: calcolarli correttamente

Le formule dell'indice di frequenza, gravità e incidenza secondo la UNI 7249, cosa entra al numeratore, e il legame con l'oscillazione del tasso INAIL.

La sua versione è probabilmente migliore della nostra

Se tiene questo documento in un modo che regge un controllo meglio di quanto sta qui sopra — o se una sezione pone la domanda sbagliata — è esattamente ciò che vogliamo leggere. Niente da compilare: ci scriva.