Dei cinque meccanismi finanziari documentati su questo sito, l’OT23 è l’unico che paga in avanti invece di punire all’indietro. Francia, Canada, Germania e Spagna fanno tutti variare un contributo in funzione degli infortuni già avvenuti; l’Italia riconosce una riduzione per ciò che è stato fatto per evitarli.
Che cosa comporta in pratica
- Si chiede ogni anno, entro il termine fissato, per interventi realizzati nell’anno solare precedente. Non è automatica: va istruita.
- A punti. Gli interventi elencati nel modello valgono un punteggio, e la soglia va raggiunta sommandoli. Alcuni valgono da soli quanto basta.
- La documentazione è tutto. Ogni intervento dichiarato richiede prove specifiche indicate nella guida: verbali, attestati, registri, evidenze fotografiche. Un intervento reale ma non documentato non vale punti.
- Va pianificata a inizio anno, non a scadenza: le prove si raccolgono mentre si fanno le cose, non dodici mesi dopo.
Che cosa non è
Non è un contributo a fondo perduto. È una riduzione del tasso applicato alla retribuzione imponibile: l’effetto in euro dipende dalla massa salariale e dal tasso di partenza, e va calcolato prima di presentare il dossier a una direzione.
Non premia gli obblighi di legge. Ciò che il D.Lgs. 81/2008 impone comunque non dà punti. Valgono gli interventi ulteriori — ed è esattamente questo il punto che rende l’OT23 utile in un business case: trasforma il «facciamo più del minimo» in una riga di bilancio.
⚠️ Il modello e i punteggi cambiano ogni anno. Verifichi sempre la guida dell’annualità in corso prima di pianificare.